6 Nazioni Femminile 2015 a Firenze – Il Presidente Lucibello: un grande impegno che ci onora.

E per il futuro puntiamo su giovanili e femminile.

Firenze, 27 gennaio 2015 – Mancano 10 giorni al match Italia – Irlanda, il Lodigiani si sta preparando ad accogliere per la prima volta a Firenze il Torneo dalla più antica tradizione.
Riportiamo di seguito le dichiarazioni del Presidente di Aeroporto Firenze Rugby, Giacomo Lucibello.

È la prima volta che sul Mario Lodigiani si incontreranno due squadre nazionali, oltretutto nel 6 Nazioni, il torneo di rugby di più lunga tradizione. Cosa si prova ad essere il presidente di una società che ospiterà un evento così importante?
«Sicuramente l’orgoglio di appartenere ad una società con tanta storia alle spalle e che dimostra ancora oggi di coltivare un continuo percorso di crescita. L’assegnazione di Italia-Irlanda del 6 Nazioni Femminile al nostro stadio Mario Lodigiani è la consacrazione di tutto questo e per quanto ci riguarda non lo consideriamo un punto di arrivo ma di partenza.»

Sarete molto impegnati nell’organizzazione di una manifestazione di questo livello. Che cosa state preparando?
«L’impegno è grande, ma siamo una realtà dalle spalle larghe. La Società con tutti i nostri volontari si farà trovare pronta ad ospitare al meglio le atlete e gli staff delle due Nazionali. Ci saranno anche degli eventi collaterali come la proiezione del film a tema irlandese “Jimmy’s Hall” di Ken Loach presso il cinema Stensen la sera del 5 febbraio ed un grande terzo tempo “beer and grill” per i tifosi che verranno a seguire la partita. In collaborazione con l’ospedale Meyer e l’associazione Noi per Voi abbiamo anche organizzato un incontro tra una rappresentanza della Nazionale Italiana Femminile e i bambini dell’ospedale con la consegna di libri omaggio offerti dalla casa editrice Clichy, nostro sponsor.»

Sono ormai tre anni che Aeroporto Firenze Rugby schiera una formazione femminile, una realtà che a Firenze non era mai esistita prima. Che impatto ha avuto l’inserimento di presenze femminili in un ambiente che è sempre stato prettamente maschile? Quali sono i programmi di sviluppo?
«Un impatto indubbiamente positivo, anche se di conseguenza sono aumentati i nostri impegni. Ritengo che il movimento del rugby femminile abbia delle enormi potenzialità di sviluppo come si può già apprezzare in nazioni in cui il rugby in generale è più evoluto. Per quanto ci riguarda puntiamo molto su questa realtà ed i nostri prossimi programmi di sviluppo si concentreranno sul settore giovanile e sul progetto di costituzione di una squadra a 15 a livello toscano.»

Elisabetta Salucco – Gianni Savia