Battuto il TOUCH RUGBY WORLD RECORD!

336 biancorossi fanno entrare Aeroporto Firenze Rugby nella storia dei record mondiali

Firenze, 9 giugno 2013

Erriquez della Bandabardò da il calcio d'inizio - Foto Donatella Bernini
Erriquez della Bandabardò da il calcio d’inizio – Foto Donatella Bernini

La missione impossibile biancorossa è riuscita. Ieri alle 18.34 il presidente di Aeroporto Firenze Rugby Giacomo Lucibello, pettorale 264, concludendo il suo turno turno di gioco, ha tagliato il traguardo virtuale che tutta la comunità biancorossa si era posta: battere il record mondiale di 262 giocatori per una partita di touch rugby. Da quel momento la macchina da guerra gigliata, con il contributo di atleti provenienti da altre società toscane, ha proseguito nella sua corsa fino ad alzare l’asticella a 336 giocatori.

Dalla piccola Noemi Morace di 8 anni, al più grande Vezio Fanelli – vicepresidente della società biancorossa – di 64, due squadre ideali – bianchi e rossi – si sono misurate in un’unica partita che dalle 14.10 – con calcio d’inizio di Enrico Erriquez Greppi della Bandabardò – alle 19.53 ha unito in un’unico obiettivo tutti i partecipanti. Forse non è un caso che il risultato finale di questo super match – diretto grazie a 9 arbitri federali e supervisionato dal presidente del Comitato Regionale Toscano FIR Riccardo Bonaccorsi – sia stato curiosamente di parità: 53 a 53. Come se il rugby abbia voluto anche in questo caso dire la sua, mettendo ancora più in evidenza il valore del gruppo, più che del risultato.

In attesa del riconoscimento ufficiale del Guinness World Record, grande merito va agli organizzatori di quella che è stata una bellissima festa dello sport, dove tutto ha funzionato alla perfezione, compiendo un’operazione logistica e di gestione che non è stata assolutamente banale: provare per credere. “Portare questo numero di pettorale è per me una grande soddisfazione e responsabilità. – ha dichiarato nei minuti seguenti al superamento del record il presidente Giacomo Lucibello – Un grazie a tutti per l’impresa che abbiamo compiuto. Questa è l’ennesima dimostrazione di un grande gruppo, di una grande società che fa grandi cose e che è aperta ad accogliere tutti come insegna con il terzo tempo il nostro sport.”


Jacopo Gramigni
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