Brilla la stella dell’Under 8 di Aeroporto Firenze a Stanghella

Tante emozioni per crescere ancora

Firenze, 15 giugno 2013

Comincia tutto nel pomeriggio del 14 giugno al XIV Torneo Mini Rugby Sotto le Stelle a Stanghella (PD). La nostra squadra Under 8, formata da Leonardo Cerchi, Roberto Fasti, Duccio Rutigliano, Ruben Pesci, Lorenzo Fanfani, Pietro Maiorano, Alberto Pupeschi e Neri O’Connor, appena arrivata si impegna subito nel più arduo dei compiti: l’allestimento del “Villaggio Camping Under 8”. Montaggio tende e gonfiaggio materassini che vede soprattutto coinvolti i genitori che, sotto il caldo cocente di quel pomeriggio, si prodigano per comporre al meglio quello che sarà poi oggetto del meritato riposo notturno.

I bambini, seguiti da Giovanni Cerchi, si preparano in vista dei primi scontri, si armano di tenacia, paradenti e caschetti. Entrano in campo e trovano ad aspettarli il Pesaro Rugby. La partita si svolge con una certa sicurezza e agilità, i bambini riescono a muoversi in quel campo con una destrezza e capacità tale che chiuderanno il punteggio per 14-3. Arriva poi il momento di giocre con Checco l’Ovetto Rugby che, con la stessa sicurezza e con la stessa determinazione, viene superato per 14-2.

Raggiungono così la vetta del Girone, i loro sorrisi brillano in mezzo al tripudio del fine partita, orgogliosi di se stessi e della loro forza di squadra, si preparano per una notte fatta di sogni… Sotto le stelle!

Dopo una notte di condivisione di tende, di materassini, di guanciali, di “botte”, di sbadigli, i nostri bambini corrono liberi nel prato, giocano, scherzano ma soprattutto si divertono e ridono… In attesa che arrivi il secondo scaglione di genitori mancanti alla prima giornata!

Per l’ora di pranzo il gruppo è al completo e, dopo un ricco banchetto seguito da gavettoni d’acqua per rinfrescare un po’ il pomeriggio cocente, arriva l’ora della preparazione.

Giovanni, con il suo inconfondibile modo di fare paterno, prende i piccoli uno ad uno, li allinea ed inizia un divertente allenamento, con reportage fotografici annessi!

Poi mette tutti i bambini in cerchio e richiama a sé la loro attenzione come un Guru: i bambini lo guardano, lo ascoltano e capiscono perfettamente che fino a quel momento avevano scherzato… Adesso invece è arrivato il momento di fare sul serio e di impegnarsi per un buon risultato, dimenticandosi per un po’ delle tende sotto le stelle!

Così, con la giusta concentrazione e l’emozione che trapela dai loro occhi, la nostra squadra entra in campo per incontrare il Rugby Badia. Già dal momento dello schieramento risulta palese che la partita sarà stata impegnativa…
I bambini del Badia sono belli massicci, guerrieri, sguardo “cattivo”.

La partita ha inizio e le sensazioni diventano realtà… Dopo soli 5 minuti il risultato è di 3 a 0 per il Rugby Badia e il nostro “Samoa” Maiorano viene messo fuori gioco per infortunio dopo un forte scontro. Siamo quindi in 7, ma per equità, sportivamente anche l’altra squadra ritira un giocatore!

La lotta si fa ardua, i nostri bambini continuano a subire, causa anche del gioco ‘fisico’ del Rugby Badia e chiudono un primo tempo a 5-0. Sono disorientati, avviliti, impauriti, amareggiati e anche pieni di lividi, qualcuno piange, qualcuno si lamenta finché… Arriva in loro soccorso “babbo chioccia” Giovanni, li mette di nuovo in cerchio, li unisce fisicamente ma anche mentalmente, li carica, li sprona, li incoraggia e li rende consapevoli che da una sconfitta si può riemergere, è un po’ come toccare il fondo per poter darsi la spinta e risalire!

I bambini rientrano così in campo con una marcia in più e danno una grande lezione di vita: si compattano ancora di più, lottano insieme anche se con fatica, cadono ma si rialzano subito, corrono come missili, placcano come campioni e riescono a fare ben 6 mete alla squadra più forte, che per tutto il Torneo non ne aveva ancora subita una. La partita si conclude con un risultato di 11-6 che vede la nostra squadra piazzarsi al 2° posto.

I nostri bambini piangono, si sentono mortificati dalla pesante sconfitta ma quel 2° posto in realtà vale un primo posto per la lezione di vita che hanno dato anche a noi genitori, a noi adulti. Questa è una delle vittorie più grandi di questi bambini perché quando tutto sembrava perduto, hanno avuto la forza ed il coraggio di reagire, hanno dimostrato che per arrivare in meta, per riuscire ad esultare, per guadagnare il trofeo bisogna sudare, si cade e ci si fa male, le botte che si prendono lasciano il segno ma aiutano a crescere.

Le emozioni sono state forti, molto forti ed emozionarsi aiuta a diventare grandi e non dei grandi qualunque, ma dei grandi speciali, come lo sono stati i nostri bambini nell’affrontare una prova difficile e dura, in cui ciò che è contato non è il risultato ma la coesione, l’amicizia, il legame fra loro che hanno mostrato in campo in cui sono stati evidenti il peso e la responsabilità di dover giocare con i compagni, dare per loro il massimo.
In fondo in fondo i nostri bambini sono un po’ ‘brothers in arms’.

Prendiamo quindi dal loro esempio, perché del resto la vita è un po’ come giocare a rugby, dove ti scontri con le botte, con il sudore, con il sacrificio e con l’impegno per cercare di ottenere ciò che vuoi realmente: la Meta.

… E loro ci sono riusciti!!!

Laura (rugby Mom) – Foto: Roberta Leonessi