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| ASPETTI PSICOLOGICI DELLO SPORT |
| Autore |
Messaggio |
DOC
Moderatore
 Utente
76 Discussioni
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04 ottobre 2006 alle 17:33:48 
intanto per cominciare ad affrontare l'argomento è bene sapere che: LA PSICOLOGIA E' LO STUDIO SCIENTIFICO DEL COMPORTAMENTO UMANO E DEI PROCESSI MENTALI. La figura dello psicologo nello sport stà assumendo sempre più rilevanza, cosicchè nelle società sportive l'equipe tecnica ideale dovrebbe essere composta dal medico, che si occupa delle lesioni e malattie fisiche, dallo psicologo che si interessa dell'atleta in senso generale e dall'allenatore che invece è libero di esplorare in tutta la loro estensione sia le acquisizioni scientifiche che quelle non scientifiche, dal punto di vista pratico e teorico (tratto da Sport e Medicina - Peter N Sperryn)..
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DOC
Moderatore
 Utente
76 Discussioni
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27 ottobre 2006 alle 16:34:58 
Una spiegazione psicoanalitica dei giochi con la palla è stata tentata da Pickford, per il quale la preferenza accordata al rugby o al football sarebbe dovuta ad una differenza inconscia nel modo di "vivere la palla". Nel rugby la palla può essere afferrata con le mani e portata; nel football ciò è proibito. L'Autore ritiene che nel calcio il pallone sia un oggetto pericoloso e sporco, che richiede forme speciali di tabù e doi controllo..(da Psicologia dello Sport di Antonelli e Salvini, Lombardo Editore). DOC
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Filigiakke
Moderatore
 Amatore
29 Discussioni
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25 maggio 2007 alle 06:26:57 
Caro Dr. Raniero, La psicologia applicata al mondo dello sport e` sta vivendo un momento di grossa popolarita`. Tra le altre cose sono sempre stato interssato a questa disciplina. Mi ricordo che fui molto impressionato da un breve seminario che venne condotto da Bobbie Robazza ad un corso allenatori della Fir. Il seminario era sulle strategie di allenamento, e con un background come il suo, Robazza, riusci veramente a cogliere la nostra attenzione. Mi ricordo tra l'altro di aver letto anche un suo lavoro a riguardo del Rugby. Secondo lui una delle motivazioni fondamentali che i giocatori di Rugby hanno era quello della competizione fisica, della lotta, e che il contendersi la palla era per cosi dire un pretesto che gli permetteva di soddisfare questi bisogni. Mi ricordo inoltre di aver letto alcuni articoli che riassumevano degli studi della federazione francese di rugby. Secondo questi studi il profilo psicologico dei giocatori di rugby poteva essere paragonato a quello delle persone che magari nel secolo scorso si sarebbero arruolati nell'esercito, o che comunque amavano lo scontro fisico. Alla prossima, Marco
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DOC
Moderatore
 Utente
76 Discussioni
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30 maggio 2007 alle 19:47:22 
non vorrei che affermando genericamente la necessità di una competizione fisica ed il soddisfacimento di istinti primordiali si possano generare false supposizioni nei riguardi del profilo psico-comportamentale del rugbysta. La nostra disciplina sportiva ha come ineludibile premessa il rispetto dell'avversario, senza il quale non potremmo giocare; avversario e non nemico, da superare con vigore, forza , determinazione ma non con gratuita violenza. Il rugby come filosofia di vita, come ricerca continua di crescita individuale da porre al servizio del collettivo, in costante avanzamento fisico e mentale, non a caso nato con l'intento di formare politici e dirigenti illuminati...e tanto altro ancora che possiamo approfondire. DOC
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Filigiakke
Moderatore
 Amatore
29 Discussioni
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09 giugno 2007 alle 20:26:42 
Caro Dr. Raniero, Sottoscrivo pienamente e ti ringrazio per le precisazioni. Nel mio commento precendente ho voluto solamente sottolineare alcuni degl'aspetti un po' piu` particolari e che ho ritenuto anche un po' curiosi di queste analisi psicologiche del nostro sport. I valori che tu hai elencato nella tua risposta sono validissimi e li condivido pienamente. Grazie per averli cosi magistralmente rielencati.
Marco
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DOC
Moderatore
 Utente
76 Discussioni
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10 ottobre 2009 alle 09:37:48 
L'INFORTUNIO è un momento destabilizzante la vita dello sportivo, costringendolo ad una forzata sospensione della attività. Talvolta l'infortunio è conseguenza di un allenamento eccessivo, che può portare l'atleta in una condizione di debilitazione fisica e psichica , ma può anche essere conseguenza di una mancata accettazione dei prorpi limiti. Molti infortuni lievi infatti si traducono in piu' seri per l'incapacità da parte dell'atleta di sospendere l'attività . L'infortunio può quindi "rappresentare il risultato di un'ennesima sfida alla propria finitezza, di una esasperata ricerca del limite." Vari possono essere il fattori psico-sociali predisponenti l'infortunio : "in primo luogo, questo è spesso connesso con le caratteristiche di personalità dello sportivo come la mancanza di abilità di coping, una modalità individuale inadeguata di gestione dello stress, scarse conoscenze tecniche sul proprio funzionamento psico-fisico e carenze nella valutazione e accoglimento dei segnali del prorpio corpo" - Toscana Medica Anno XXVII, n.7 -
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