Italia v Irlanda del 6 Nazioni Femminile: le dichiarazioni post partita

Firenze, 8 febbraio 2015 – Riportiamo qui di seguito le dichiarazioni rilasciate a fine partita dai tecnici e le atlete delle due formazioni.

La Ruffino Woman of the Match Niamh Briggs (Irlanda): «Credo che le nostre avversarie abbiano giocato bene, erano molto organizzate e non penso che questo risultato sia stato giusto. Non hanno mai mollato e anche il fatto che ci abbiano segnato una meta alla fine sta a dimostrarlo.
Sulla nostra permanenza a Firenze, devo dire che la città mi è piaciuta tantissimo. Ad essere onesta, abbiamo lavorato in condizioni molto difficili e ci siamo messe al lavoro solo da ieri.
Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa dal vedere tanta erba sul campo, a Milano non ce n’era proprio. Sono orgogliosa del premio Ruffino Woman of the Match e spero proprio di tornare presto a Firenze. Solo… la prossima volta mi piacerebbe un po’ di sole!»

Tom Tierney head coach Irlanda: «Sono molto contento per il risultato. È stata la prima partita e abbiamo constatato che l’Italia è forte ed il risultato è stato anche troppo ingiusto. Per quanto riguarda la mia squadra, ci concentriamo su una partita alla volta. La prossima settimana abbiamo la Francia e sappiamo che sarà una sfida anche dal punto di vista fisico. Per oggi posso dire che sono felice ed orgoglioso per la vittoria. Sulla possibilità futura di allenare in Italia devo dire che non ho avuto contatti, ma sono aperto ad ogni possibilità!»

Andrea Di Giandomenico head coach Italia: «Sicuramente c’è stata la difficoltà di affrontare la prima partita del Torneo e di trovare il ritmo, con una prestazione influenzata, in maniera reciproca immagino, dalle molte penalità, e dalla continua difesa. Le molte penalità non ti permettono di liberarti dalla pressione mentre giocare molto in difesa ti porta a subire delle penalità. Penso che la chiave di tutto sia nell’affrontamento, nell’uno contro uno che è la chiave di volta in una partita di rugby. È quello che ti permette di difendere avanzando e, appunto, di liberarti dalla pressione oppure di rimanere sotto la pressione di una squadra che viene da un’ottima prestazione nel mondiale e che, anche se rinnovata, rimane una grande squadra. Una squadra che abbiamo sempre sofferto per il grande ritmo di gara che oggi però da parte loro oggi non c’è stato. Hanno deciso di impostare un gioco di trincea, raggruppato e penetrante vicino al pacchetto. In quelle situazioni, se non riesci a contrapporre in maniera vincente uno scudo, subisci. Possiamo dire che nel primo tempo, in una lunga barricata difensiva danti alla linea di meta, sicuramente si è vista abnegazione, una voglia di difendere da parte delle nostre ragazze ma, se non riesci mai a ribaltare la pressione, sei destinato a soccombere.

Sul fronte della disciplina, anche se il cartellino giallo è un episodio e pensavo arrivasse prima, è una conseguenza. Possiamo fare delle analisi ma è sicuramente corretto individuare il problema nell’area della collisione. Questo sport è sicuramente brutale ma anche semplice. Nel momento in cui non sei dominante nell’affrontamento, può succedere prima o dopo. Ovviamente poi il giallo ti dà il colpo di grazia, abbiamo visto che prima o poi devi cedere. Possiamo anche ipotizzare che nello sfruttare meglio i nostri palloni, e ne abbiamo avuti, c’è quella capacità di gestione del match, quella possibilità che ti permette di rifiatare. Quell’attimo di respiro senza il quale non puoi riorganizzarti e chiarirti le idee, quando sei costantemente sotto pressione. Questa capacità purtroppo c’è mancata. Quando vai costantemente al massimo poi vai fuori

Se mi chiedete quale sia la nota migliore della partita, la vedo in un gruppo di ragazze pronte a sacrificarsi e ben disposte fino alla fine. La meta finale dimostra come ci si provi fino alla fine. Sappiamo anche, dalle esperienze passate, che nel corso del Torneo c’è sempre un miglioramento, una consapevolezza maggiore delle atlete. La prossima partita sarà con l’Inghilterra, una prova impegnativa dal punto di vista fisico e del ritmo. Ripeto, anche se oggi il ritmo non c’è stato, il campo, alla luce di quello che c’è in giro in Italia, ci ha permesso di allenarci e giocare al meglio. Anzi, permettemi un ringraziamento per l’organizzazione e l’accoglienza, ci siamo sentiti a casa e abbiamo potuto disputare una partita, malgrado le condizioni difficili, più che decente. Una grande partita in uno stadio caldo! Per il prosieguo dovremo andare a lavorare sulle situazioni legate al punto d’incontro, su come velocizzarlo sia in attacco che in difesa, perché quei pochi in attacco hanno dimostrato delle lacune sulla qualità di intervento del sostegno che hanno compromesso la continuità del nostro gioco ed anche imprecisioni sul passaggio. Parlo proprio di quella confidenza con il gioco che viene data dal poter giocare partite di questa intensità e che ci vuole un po’ di tempo per poter tirare fuori».

Silvia Gaudino capitana delle Azzurre: «Abbiamo visto un’Irlanda molto fisica. Ci hanno affrontato sul pacchetto e purtroppo abbiamo commesso molti errori e preso calci di punizione contro. Diciamo però che abbiamo cercato di giocare fino alla fine e, per la prossima partita, cercheremo di ripartire dagli ultimi cinque minuti di questa. Le Irlandesi sono sicuramente solide, non è il primo anno che sono così. Loro, la Nazionale Inglese ma anche le Francesi sono le più solide».

Maria Cristina Tonna capo delegazione Italia:«Sulla crescita della nostra disciplina ne è una dimostrazione l’affluenza che c’è stata oggi allo stadio. Al di là dei numeri delle ragazze che si stanno avvicinando al rugby e delle squadre che crescono, cresce fortemente la passione attorno al movimento femminile del rugby. Oggi abbiamo assistito ad un evento, in uno stadio piccolo ma pieno, per cui è comunque un grande evento. Permettemi, per me è stata una grandissima emozione, penso di condividerla con Andrea, giocare in uno stadio intitolato a Mario Lodigiani che è stato uno dei miei maestri di rugby e di vita. Per cui, un movimento femminile sicuramente in crescita, non soltanto in campo ma anche fuori e anche dal punto di vista arbitrale. Oggi abbiamo visto un arbitro donna, che tra le altre cose ha dimostrato una grandissima tenuta fisica, e le guardalinee, anzi tutta la terna compreso il quarto ed il quinto uomo, tutte ragazze che si sono avvicinate al rugby. Per cui: è un movimento femminile in crescita, sano, bello ed io non posso che essere soddisfatta e contenta.

L’accoglienza qui a Firenze è stata molto calorosa, e non lo dico per piaggeria, l’abbiamo sentito veramente. È l’attenzione che cresce. Anche quest’anno abbiamo fatto un grande passo avanti per tutto quello che avete messo in mostra. Questo ci fatto sentire veramente parte di una famiglia, la famiglia della Federazione che chiaramente comprende anche le Società. Sicuramente grazie anche a tutti i volontari che si sono messi all’opera e non solamente oggi. Voglio ricordare che qui c’è uno sforzo di mesi da parte di tante persone che hanno permesso lo spettacolo di oggi. E poi, chissà, arrivederci a presto!»

Elisabetta Salucco – Gianni Savia – Stefano Bartoloni – Jacopo Gramigni – foto: Stefano Cini