U12: è il Rugby, bellezza… quello del Padovani

Un bel movimento, dentro e fuori dal campo

Firenze, 18 marzo 2015 – Diverse persone hanno provato a spiegare al mondo cos’è il rugby. Ci sono definizioni geniali e testi brillanti che spesso vengono utilizzati per illuminare gli scettici e i neofiti. Ma poche parole possono eguagliare “l’eccezionale normalità” del concentramento che si è svolto Sabato 14 Marzo all’impianto Padovani di Firenze. Un concentramento come tanti ma impeccabile per la preziosa collaborazione dei genitori, il coordinamento attento e appassionato degli allenatori, la partecipazione massiccia degli atleti dell’U12 del Firenze Rugby che riesce a schierare ben 3 squadre a fronte dei 36 bambini presenti a cui si sono aggiunti, oltre ai “cugini” del Bucks, 6 inesperti ma agguerriti giocatori della scuola francese Victor Hugo di Firenze.

Perché il rugby lo assapori davvero quando riesci ad apprezzare i movimenti che vedi in campo al pari di quelli che osservi fuori. Sul campo del Padovani il gioco è stato vivace e combattuto, veloce ma anche molto fisico. Ai margini del campo i tempi sono stati ben più di tre, trasformando un concentramento in una giornata di vera festa.
In questo clima ha poca importanza ricordare le mete segnate e quelle subite (vale la pena però segnalare le due splendide mete realizzate da una delle 4 bambine presenti in campo tra lo sguardo incredulo degli altri giocatori), le partite vinte e quelle perse, i lividi ritrovati sul proprio corpo e quelli impressi sul corpo degli avversari. Al Padovani il gesto atletico e sportivo si è mescolato a quello culinario, la smorfia di dolore all’abbraccio, le maglie del Firenze Rugby a quelle del Siena, del Vasari Arezzo e del Lyon’s Livorno.

E al passante incredulo che sbirciava oltre il recinto e chiedeva che ragioni avessero tutte quelle persone per essere così sorridenti, si è sentito qualcuno rispondere: “è il rugby, bellezza… quello del Padovani”.

Testo e foto: Vittorio Iervese