Under 10: Rugby, spiaggia e… non solo

Il Beach Rugby al tempo del social: la meta è a Cecina

Firenze, 5 luglio 2014

29 giugno 2014. L’idea del Beach Rugby stavolta è arrivata quasi per caso, una locandina affissa al Padovani, la pubblicazione su Facebook, la condivisione su Whatsapp, una cena fra amici… Et voilà, che beach rugby sia!!!
Promotore di tutto ciò non poteva essere che Selvaggio. E’ bastato creare il gruppo su Whatsapp e le adesioni sono arrivate subito, tanto da riuscire a raggiungere un numero tale da poter formare 2 squadre.
Si fa avanti però l’influenza: qualcuno, il nostro Mattia, purtroppo resterà fortemente deluso poiché, vedrà svanire il suo sogno; altri più fortunati, riusciranno invece a rimettersi in forma. E quindi: pronti, partenza… Via! Destinazione Cecina.
Il gruppo è composto da Egon, Neri, Tommaso, Giulione, Maio, Frizzina, Roby, Dario, Francesco, Lapone, Alessandro, Elia ed Alberto: ci sono quelli forti e attivi, quelli leggeri come foglie, gli scaltri, i veloci, i tignosi, i saltatori, gli intellettuali: insomma un mix perfetto. Del resto in una squadra di rugby c’è posto per tutti!
Tutti guidati dal “rugbyguard” Selvaggio!!
Bellissimi, davanti al campino da gioco in cui stavolta ad essere diversa è solo la superficie… La sabbia. Il torneo infatti richiede abbigliamento leggero: pantaloncini, torso nudo e piedi scalzi.
Qualcuno mostra già il suo fisico tirato, qualcun altro i risultati di un inverno a pane e nutella, qualcun altro ancora appare come un lanciatore di coriandoli. Tutti con le loro diversità scendono in campo per giocare il loro memorabile torneo. Il campo è bagnato, la sabbia non è rovente ma è comunque impegnativa, si deve correre veloci, cadere ma rialzarsi subito, la gambe saranno più pesanti ma dovranno avere le ali ai piedi.
Le squadre avversarie apparentemente non fanno paura, i nostri bambini se la possono giocare alla grande!
Spronati dalle incitazione del coach Selvaggio, scendono in campo le nostre 2 squadre che, alternandosi, lottano contro il Cecina (con due squadre), il Rosignano e il Livorno. Si assiste così alla forza di Egon, alla determinazione di Neri, alla veloce falcata di Tommaso, alla prestanza fisica di Giulione, all’abilità tecnica di Maio, alla grinta di Frizzina, alla “cattiveria” di Roby, alla generosità di Dario, alla testardaggine di Francesco, all’altruismo di Lapone, all’agilità di Ale, all’intelletto di Alberto ed alla prudenza di Elia: un’alchimia perfetta.
I bambini sono comunque felici, compatti, affiatati perché sanno che se uno di loro non andrà in meta, ci andrà un suo compagno, sanno che qualcuno di loro cadrà e perderà il pallone, ma ci sarà un altro compagno pronto a raccoglierlo e cercare la meta.
Finite le partite ridono, scherzano, si scambiano battute, parlano di rugby, di vacanze, pronti ad affrontare la II parte del torneo, prevista per il primo pomeriggio, dopo il tanto atteso terzo tempo.
Il pranzo è un momento magico in cui tutti e 13 rugbisti si ritrovano insieme a riempire le pance, in cui il primo pensiero è: “fra quanto potrò fare il bagno?”.
Invece ad aspettarli ci sono altre due partite; il sole fa spazio alle nuvole e si alza il vento.
I bambini sono di nuovo pronti per giocare, “freschi” come fosse la loro prima partita … ancora più grintosi, con la voglia di vincere. Davanti a sé hanno di nuovo il Cecina: si allineano, scattano, placcano, si buttano, corrono veloci, si infiltrano senza paure finché all’improvviso esce dal gruppo Alberto: corre, finta, controfinta e sfondamento della linea!! E’ arrivata così la sua prima meta in assoluto davanti agli occhi increduli dei genitori, che esultano ed esaltano quel momento nella consapevolezza di quanto sia importante… Una meta voluta e cercata con tutto con il cuore da più di un anno! Tripudio generale … Emozione per Alberto, commozione per il babbo e la mamma!
Arriva poi infine lo scontro fratricida! I bambini si incontrano e si scontrano sul campo, per qualcuno ci sarà la prima vittoria per qualcun altro l’ennesima sconfitta, ma quel che più conta è la consapevolezza di aver condiviso una giornata così divertente tutti insieme.

Domenica scorsa è stata la riprova di come il rugby in realtà è un mondo al contrario e non solo perché la palla è ovale e rimbalza male ma perché alla fine di tutto, ciò che conta di più non è il trofeo alzato o la medaglietta al collo, non importa vincere, non importano i risultati per rendere indimenticabile un torneo, perché sono proprio i ricordi di quella giornata che i nostri bambini porteranno nei loro cuori per moltissimo tempo.
A concludere questa meravigliosa esperienza complici un mare mosso, onde alte e spumeggianti a portare via la fatica ed il sudore ed a regalare tante risate e bevute … tutti insieme, come sempre!

Ho letto da qualche parte che “Il rugby è uno sport da gentlemen. Prima di tirare il pallone, indietro, al tuo compagno tu devi controllare che stia bene, che sia ben disposto, aperto, disponibile, ottimista. Non puoi tirargli un pallone vigliacco che gli arriva assieme a due energumeni che gli fanno del male”.
Mi piace l’idea di pensare ai nostri bambini dei piccoli gentlemen .. sporchi di terra, fango e … sabbia!

Laura Masini – foto: Fabio Bartoloni