Under 14: Andante ma non troppo

Opera in due atti in scena a Livorno

Firenze, 19 ottobre 2015 – In un sabato di metà ottobre dal clima ancora piacevole è andato in scena un classico dell’opera del rugby toscano: la sfida tra Firenze 1931 e il Livorno. Un’opera in due atti che ha visto entrare in campo prima la squadra 1, composta dai senior del 2002, e poi la squadra 2 prevalentemente composta da 2003 con il sostegno di un paio di giocatori più esperti. I due atti hanno offerto uno spettacolo differente, pieno di ritmo e passione, andante ma non troppo; uno spettacolo denso d’indicazioni per il futuro e una certezza: nell’opera del rugby non contano solo gli acuti dei tenori ma l’orchestra e il coro nel suo insieme.

LIVORNO – FIRENZE 1931 (SQUADRA 1): 33-12

BECATTINI, BOVO, BROGI G., DIANI B., DEL GIUDICE, FRANGINI, FERRAZZA, DIANI, CONTI, PESCI, ZETTI, CHERICI, FICOZZI, NANNINI, BERTINI, TUCI, INNOCENTI, LIANI

Che la partita fosse ostica si capisce già dalle prime battute. Il Livorno parte molto bene, esercita una grande pressione e realizza subito all’ala sinistra. La meta viene trasformata da grande distanza e da posizione defilata. Sul 7-0 si vede immediatamente la bella reazione del Firenze 1931 che conquista una palla in touche avversaria, con Bovo che innesca un’azione corale finalizzata in meta da Zetti. Pesci non trasforma. Firenze continua a spingere e, come spesso accade, subisce nel momento migliore. Grande azione dell’ala sinistra del Livorno poi concretizzata sulla destra. Di nuovo si assiste ad un’ottima trasformazione. Il Livorno è ben organizzato, con giocatori non particolarmente prestanti ma molto forti sul piano tecnico. Firenze gioca comunque bene, difende con intensità e si spinge con il pacchetto degli avanti. Si fatica a giocare alla mano con il Livorno, sempre al limite del fuorigioco, bravo a sporcare il lavoro dei tre/quarti biancorossi.
Nel secondo tempo non cambia la trama del gioco. Il Livorno parte premendo e mette subito in difficoltà i ragazzi del Firenze schiacciati nei loro 22. Dopo un’azione tambureggiante, il Livorno realizza nuovamente ma non trasforma il calcio: 19-5. Il Livorno insiste, ma prima un salvataggio di Nannini e poi un’incursione di Deneke tra i pali con conseguente trasformazione dello stesso Pesci pare riaprire la partita (19-12). Purtroppo così non è. Prima l’arbitro ferma un’azione, fischiando un fallo a favore del Firenze… mentre Pesci stava andando in meta. Poi, approfittando di alcuni spazi aperti, il Livorno va nuovamente in meta con l’ala destra che delizia il pubblico con un calcetto strepitoso e una progressione bruciante. A questo punto il Livorno dilaga e prima della fine realizza ancora con il numero 10 che non fallisce nemmeno questa volta la trasformazione. Finisce 33-12.
Oggi Livorno si dimostra superiore e ci dà una lezione che non eravamo più abituati a prendere. Firenze ha sofferto sul piano del gioco. Troppi passaggi sbagliati nei momenti topici. Malgrado questo, si conferma una squadra solida ancora con margini di crescita. Sarà bello incontrare di nuovo i biancoverdi nel prosieguo della stagione.

LIVORNO – FIRENZE 1931 (SQUADRA 2): 0-46

MARTELLI, PRACCHIA, PICCOLI, HILL, MEDINA, TOSCANO, BROGI F., MENICAGLI, GIANNARDI, FARINOLA, DEI, LO GAGLIO F., LO GAGLIO P., GALLI, VITONE, ERMINI POLACCI, BIANCHINI, IERVESE, GARGIANI, MOROZZI

Il secondo atto di questa giornata lo disputano gli junior dell’U14. Non nascondiamolo: dopo avere visto la prima squadra capitolare in una partita dura e combattuta, l’umore della seconda squadra non era dei migliori. La tensione si scioglie insieme ai muscoli e basta poco al Firenze 1931 per mandare un avviso ai loro coetanei del Livorno. L’avviso viene spedito vicino ai pali da una fuga di Vitone che schiaccia in meta dopo una veloce azione che sorprende i biancoverdi. Bianchini trasforma e il Firenze si porta immediatamente sul 7-0. Pare però ripetersi il copione visto nelle scorse partite. Il Firenze schiaccia il Livorno nella sua metà campo, insiste con azioni verticali, cercando di sfondare la linea difensiva ma non capitalizza lo sforzo compiuto. E’ solo nella seconda metà del primo tempo che la partita prende un’altra piega. L’ovale comincia a scorrere veloce da una parte all’altra del campo, come una nota su un pentagramma. I passaggi sono più precisi del solito e alla fine un pertugio per andare in meta si trova. Prima è Bianchini che finalizza (e di nuovo trasforma) un’azione di forza degli avanti, poi è Medina che s’infila sulla destra e infine è di nuovo Bianchini a suggellare un primo tempo a senso unico. Il tabellone segna un risultato a cui i ragazzi del 2003 non sono abituati: 24-0. La tensione dell’inizio si trasforma in sicurezza e adrenalina nel secondo tempo. Le sostituzioni operate dagli allenatori cambiano una parte del profilo alla squadra ma non alla partita e la pressione del Firenze 1931 non fa rifiatare un incredulo Livorno. Oltre alle mete di Hill (bravo anche nella trasformazione), Piccoli e Farinola, va segnalato il comportamento della squadra: dalla panchina e dai diversi reparti arrivano indicazioni e suggerimenti per quelli che si misurano per la prima volta con un ruolo nuovo. Bianchini sostiene moralmente Ermini Polacci che si sperimenta alla trasformazione, Lo Gaglio comunica con Iervese, Pracchia coordina le prime linee. Il lavoro degli allenatori è tangibile e la risposta della squadra confortante. C’è ancora tanto da costruire, meccanismi da oliare… un’orchestra da accordare. Ma ritorniamo a Firenze con un punteggio inequivocabile (46-0) che fa bene all’animo. Come in un’opera in cui, alla fine del terzo movimento, ci si ritrova ad applaudire entusiasti l’orchestra ed il coro nel suo insieme, dimentichi per un attimo delle stonature e dei dettagli.

Vittorio Iervese, Nicola Cherici – Foto: N. Cherici