Under 18: un campionato di vertice

Intervista al tecnico gigliato Peppe Sorrentino

Firenze, 5 gennaio 2015 – Alla conclusione del girone di andata dell’Area 3 del Campionato Nazionale Elite la squadra fiorentina è in testa alla classifica con 32 punti, unico team ad aver vinto tutte le sette sfide di questa prima fase della massima competizione di categoria. Del buon momento della squadra di punta del settore giovanile fiorentino parliamo con Peppe Sorrentino, il quarantenne tecnico gigliato che dall’estate 2013 è alla guida di questo buon gruppo di giocatori. Peppe è persona cordiale quanto determinata, rugbista da sempre, primi passi nel suo paese di origine, Torre del Greco, poi le giovanili e la prima squadra con Partenope Rugby. Dopo è il lavoro a scandire le sue scelte, anche in campo sportivo: macchinista ferroviere, prima il trasferimento a Genova e quindi a vestire i panni del CUS locale e poi ad Arezzo dove indossa a lungo la maglia del Vasari. E’ Franco Ascantini “Guru” del settore tecnico federale a volerlo avviare, ai tempi di Arezzo, ad un brillante percorso di formazione dei tecnici, fino a conseguire, recentemente, il Terzo Livello.

Peppe nel tuo passato anche un poco di azzurro vero?

Si, tutte le nazionali giovanili dall’Under 16 alla 19 e con quest’ultima ho disputato il Campionato Mondiale giovanile. Era il 1992 e come responsabile tecnico federale c’era il mitico fiorentino Mario Lodigiani, una persona splendida … di grande spessore umano oltre che tecnico e che purtroppo non c’è più. E dopo diversi anni mi ritrovo ad essere coach nel suo club. Non ti nascondo che come ho messo piede al Campo di Marte ho immediatamente pensato a lui, un pensiero positivo, lui è stato un punto di riferimento importante della mia formazione. A Firenze non conoscevo quasi nessuno e Mario mi ha idealmente fatto compagnia nei miei primi passi in questo ambiente. Quasi immediatamente, però, ho potuto rendermi conto di quante siano le persone fantastiche in questo club che ti mettono in condizione di lavorare bene.

Peppe, sinceramente, ti aspettavi di ritrovarti con una formazione neopromossa al campionato Elite, in testa alla classifica al giro di boa?

Peccherei di falsa modestia nel dire di no, con tutto il rispetto che è dovuto alle avversarie che ci contendono l’accesso alla fase finale del campionato. Quando ho accettato l’incarico di guidare l’Under 18 del Firenze Rugby 1931 ero ben consapevole del buon valore del settore giovanile biancorosso e sicuro di avere a disposizione elementi che in prospettiva avevano buone possibilità di trasformarsi in un gruppo di giocatori vincenti. La retrocessione nel purgatorio dei campionati regionali, nella scorsa stagione agonistica, è stata un incidente di percorso amaro per la società biancorossa ma sicuramente ha dato ai nostri ragazzi l’umiltà di confrontarsi ad un livello che non meritavano – individualmente – e che oggi si ritrovano come un valore aggiunto per affrontare, con la giusta attitudine, un campionato di eccellenza.

Le statistiche parziali indicano che la tua squadra ha un buon potenziale offensivo e una difesa che subisce poco. Quali sono i principi essenziali del tuo rugby?

Se parliamo di “principi”, noi ci alleniamo e giochiamo cercando di fare cose molto semplici, ma in velocità, tenendo costantemente alto il ritmo, e riducendo al minimo gli errori. L’intensità è il nostro credo. Incrocio talvolta squadre che inseriscono nello sviluppo del proprio gioco degli elementi di livello anche superiore al nostro, ma che vanno in difficoltà quando sale l’intensità del confronto. Il rugby moderno è intensità e velocità. Poi, se c’è quella, è giustificato inserire anche delle belle “giocate”, quelle che possono fare la differenza, ma senza intensità vai poco lontano.

Un gruppo numeroso il tuo Peppe, numeri non sempre facili da gestire…

Ad Arezzo, con i pari età, avevo il problema opposto e ti garantisco che è meglio affrontare le dinamiche e le problematiche di un gruppo di lavoro formato da molti giocatori che avere a che fare con i numeri esigui che non ti consentono di allenarti bene e di crescere di conseguenza. La squadra è formata da oltre cinquanta elementi, sei di questi fanno parte dell’Accademia Federale di Prato e quindi si allenano con noi solo il venerdì pomeriggio. Ho nel mio organico almeno venticinque giocatori che considero dei titolari per la squadra Elite e i ventidue che convoco il giorno della gara hanno il vantaggio, sugli altri, di poter giocare in almeno due, se non tre, ruoli diversi. Gli altri crescono tecnicamente e tatticamente allenandosi in settimana e sul piano agonistico si confrontano in un difficile campionato regionale, avaro di soddisfazioni per il momento. Ma proprio questi ultimi sono una risorsa importante, in prospettiva, per una stagione che sarà lunga e complessa: alla finale che ci ha dato l’accesso diretto al campionato Elite del giugno scorso siamo arrivati davvero contati, nonostante i grandi numeri. Tutti sono e saranno utili alla nostra causa, tutti portano il proprio contributo tenendo alto il ritmo degli allenamenti. Certo che ogni tanto scontento qualcuno, ma questo è lo sport, ragazzi di sedici e diciassette anni devono educarsi anche ad accettare con equilibrio le ragioni che un tecnico ritiene le migliori in quel momento. In questo contesto di grandi numeri devo molto anche al mio staff e condivido volentieri con tutti i miei collaboratori la soddisfazione per ciò che di buono stiamo costruendo al Campo Lodigiani.

Chi sono i tuoi collaboratori Peppe?

Prima di tutti Marco Falleri, allenatore storico della categoria, che nel periodo iniziale del mio impegno a Firenze ha rappresentato un eccellente collante per tenere unito il gruppo sul piano affettivo, dandomi la possibilità di sviluppare in tutta tranquillità i temi tecnici e tattici che prediligo senza che si perdesse nessun elemento. Con Marco lavoriamo in grande sintonia e nella scorsa stagione agonistica siamo riusciti a compiere la piccola ma significativa impresa di vincere due diversi campionati regionali Under 18 affermandosi sempre, ventotto partite vinte su ventotto disputate, mettendo in campo squadre molto equilibrate, per quel livello. Poi possiamo contare sui consigli tecnici e l’esperienza di Mattia Cagna per il settore avanti e di Emanuele Menè per la mediana e i tre quarti, sulla competenza e la passione di Antonio Semoli per la preparazione fisica. Questi ultimi due sono giocatori della prima squadra e con il loro allenatore Marco De Rossi – che è il Direttore tecnico del nostro club – il confronto è sempre molto continuo e propositivo. Così come proficuo e collaborativo è il rapporto con lo staff tecnico di Paolo Grassi dell’Accademia Zonale di Prato.

Una lunga striscia di vittorie. Sbaglio o con i colori biancorossi, da tecnico, sei ancora imbattuto?

Vero, in partite ufficiali abbiamo finora messo insieme 40 vittorie, sette nella stagione corrente, trentatre in quella passata, senza considerare le vittorie ottenute nei tornei di Cesena dello scorso anno e di Colorno in pre campionato. Quelle sarebbero altre cinque, ma non hanno certo lo stesso valore di quelle che smuovono una classifica. Arriverà, prima o poi, anche il momento in cui troveremo chi è più bravo di noi, il campionato Elite è di buon livello e… possiamo non parlarne?… da buon napoletano sono molto scaramantico, preferirei lasciar cadere l’argomento e commentare solo su quello che siamo riusciti a mettere insieme.

Aggiornaci sulle squadre che hanno nel mirino il massimo risultato allora…

Questo campionato è suddiviso in quattro gironi di otto squadre ciascuno, uno per ognuno delle quattro Aree tecniche federali, le prime due classificate di ogni Area passano alla fase successiva, dove saranno quindi otto i club che punteranno a cucirsi sulla maglia lo scudetto di Campione d’Italia. Nell’Area 4, Centro-Sud in testa è l’UR Capitolina Roma con CUS Catania e Lazio 1927 ad inseguire, nell’Area 3 è il Rugby Colorno a contenderci il primato, nell’Area 2, il Nord-Est, Benetton e Mogliano sono in fuga sul resto della compagnia. Solo nell’Area 1 la situazione è più fluida, con Grande Milano in testa e Viadana a contendere a Settimo Rugby Torino e Calvisano la seconda piazza. Certo è, che il nostro girone è denso di insidie e che non sarà certo una passeggiata riuscire ad accedere alla fase finale. Certo è, che questo tipo di valutazione viene poco più facile farla quando a metà percorso sei in condizione di vantaggio. Scaramanzia, ancora, mi impone di non parlare di ciò che deve accadere…

Bene Peppe, allora evitiamo gli auguri ai tuoi giocatori per questo 2015?

Certo che evitiamo, accuratamente. Loro sanno benissimo che in mano non hanno ancora nulla, che ogni gara sarà – da oggi in poi – una battaglia, perché tutte le contendenti vorranno fermare la prima in classifica e darci sportivamente quel dispiacere… Quindi se posso parlare agli appassionati del rugby fiorentino dico solo e semplicemente “seguiteci ed incitateci”. Ai miei “guaglioncelli” dico solo di giocare con intensità e con la giusta attitudine per le prossime sette sfide. Se riusciranno a farlo, continueranno a cantare il loro inno di vittoria, poco importante, anzi, del tutto marginale, se vi sembreranno stonati o sguaiati.

Ne riparliamo dopo metà Aprile?

Certo, anche se in Toscana un adagio popolare recita che “le pecore si contano a Maggio”, ci aggiorniamo alla fine della fase di Area. Allora sarà tutto più chiaro.

Grazie, Peppe. Buon lavoro, e visto la passione che ti divora, anche buon divertimento!

Effecì