U12: bello ed emozionante finale di stagione in Francia

Al XXVI Torneo Partage di Louey, un successo che supera i confini del campo da gioco

Firenze, 22 giugno 2015 – Una cronaca dei cinque giorni del viaggio dell’Under 12 di Aeroporto Firenze in Francia per disputare il Torneo Rugby Partage richiederebbe molto spazio e l’elenco di numerose informazioni che finirebbero per oscurare e non rendere giusto omaggio alla componente essenziale di questa esperienza costituita da intensi vissuti piuttosto che da fatti. Un esempio su tutti: nessun adulto né bambino ha saputo o chiesto quale fosse stato il piazzamento finale delle tre squadre biancorosse al Torneo. Ci sono stati grande impegno, dignità, spirito di squadra e soprattutto divertimento. Questo ha saziato e soddisfatto senza riserve tutti i partecipanti.
Tutti hanno avuto il privilegio di vivere l’appartenenza ad una piccola comunità entro la quale condividere tanti semplici ma significativi aspetti quotidiani: le poltrone dell’autobus nelle quali, a notte fonda, si dormiva assieme; la convivialità della lunga tavolata dell’ostello; l’innocenza del gioco dei bambini e la più smaliziata goliardia degli adulti.

Venerdì pomeriggio, dopo 14 ore di autobus, era stata programmata la visita al santuario di Lourdes. Ognuno, ciascuno a modo proprio, è stato toccato dall’immensità delle domande che un luogo, oggetto di culto e devozione così intensi, può suscitare nell’essere umano. C’è chi ha preferito chiamarla suggestione, chi invece ha parlato di spiritualità, chi, pur rispettando i sentimenti altrui, ha parlato di più laici bisogni di speranza che ogni persona ricerca. In ogni modo, che si trattasse di suggestione, divino o ricerca di una speranza, ci si è trovati immersi in una dimensione che potremmo definire non del tutto ordinaria.

Il mattino del sabato, di buon ora, dopo colazione il gruppo si è diretto verso la cittadina di Louey dove sarebbe stata celebrata la XXVI ° edizione del “Torneo Partage” di rugby a 7, tradizione che attrae le principali realtà rugbystiche della zona.

Antonio Semoli, con autorevolezza e competenza, ha descritto ai bimbi i criteri utilizzati per creare le tre rose di giocatori: le linee guida sono state le stesse adottate con coerenza durante tutto l’anno. Una squadra molto più strutturata e composta essenzialmente dai bimbi del 2003. Le altre due compagini più eterogenee, ma comunque ancorate al valido appoggio di seniores e veterani ben distribuiti. Nessun complesso di inferiorità né lamentele dunque: in campo sono scesi tre gruppi affiatati e ben determinati a vendere cara la pelle. Si è vista un’unica entità unita da un senso di fratellanza che ha saputo andare molto al di la delle indiscutibili e azzeccate scelte degli allenatori. Ma è proprio grazie a tali scelte, tecniche ed educative, che i ragazzi hanno avuto la possibilità di riconoscere quei limiti e quelle risorse che sempre costituiscono la base di partenza per una maturazione. I più piccoli e meno esperti hanno avuto la grande occasione di poter attingere alle proprie qualità individuali e di gruppo senza infruttuosi iper-protezionismi. Veterani e seniores hanno avuto la soddisfazione di misurare il proprio potenziale senza troppe frustrazioni o sensi di colpa verso la propria peculiare, in certi casi precoce, vocazione al rugby. Ancora una volta, leit motif di tutta la stagione, sembra che il modello educativo utilizzato dal gruppo di allenatori abbia saputo dare quella risposta alle esigenze di socializzazione, integrazione e competitività che uno sport praticato in modo equilibrato deve poter offrire. Complimenti a tutto la staff dunque: sia ai presenti che agli assenti in Francia.

Finite le partite previste nel Torneo, l’attenzione si è concentrata sul gran finale. Sono scese in campo, sotto il pubblico delle gradinate, l’under 12 rosso nera dei locali del Louey-Marquisat che si è andata a confrontare con Aeroporto Firenze. Un’amichevole Italia-Francia con tanto di bandiere nazionali tese dalle piccole mascotte, scambio di gagliardetti e arbitro federale. Uno spettacolo da album dei ricordi che resterà per sempre impresso nella memoria. La partita si è conclusa con il più classico degli Alabim che però, visto in terra straniera, è apparso più prezioso e unico. L’esibizione viene accolta, come una sorta di sbandierata medievale, dagli applausi dei padroni di casa meravigliati e soddisfatti dalla piacevole sorpresa del lancio verso il cielo delle maglie.

Il tempo di una doccia e tutti sotto il tendone dove i francesi hanno offerto il piatto tipico del luogo: un’ottima paella di pesce e carne (eravamo infatti in una località che si trova ai piedi dei Pirenei non lontana dalla Spagna). Su di un maxi schermo è stata proiettata la finale del campionato francese di rugby e l’intera popolazione del paese è venuta ad assistere a questo tripudio di eventi. Tra il primo ed il secondo tempo il Presidente della squadra del Louey-Marquisat ha onorato Aeroporto Firenze con omaggi di doni e riconoscimenti in particolare per Alberto Lo Gallio: la mente ed il cuore pulsante di questo neonato scambio interculturale.

I fiorentini, del tutto spontaneamente, decidono di cantare l’inno di Mameli. Poi i Francesi hanno intonato la Marsigliese. Due cori dunque, uno più alto e gioioso, l’altro più greve e roboante. Applausi e pelle d’oca.

Non ci poteva essere un modo migliore per concludere questo meraviglioso anno di rugby!

Per problemi burocratici, scoperti a meno di ventiquattro ore dalla partenza, uno dei ragazzi componenti la squadra di Aeroporto Firenze non ha potuto partecipare al viaggio.
Non è privo di senso ricordare che ognuno dei partecipanti alla lunga trasferta, durante quegli splendidi giorni, gli ha dedicato un pensiero.

Giorgio D’Alessandro – foto: Paolo Gallori